Weissmies 4023m. 9/10 Settembre 2018.

Wiessmies 4023m (Mischabel - Svizzera)

Mi ritrovo quindi nuovamente in Svizzera, nel gruppo del Mischabel dopo poco più di un mesetto dalla precedente occasione. L'idea è stata quella di tornare in “quota” e scoprire l'emozione di salire un'altra, e per me nuova vetta di oltre quattromila metri.

La storia è sempre la stessa.... un bel lavoro che non ti lascia molto tempo libero e il desiderio di fare dell'alta quota sulle Alpi. Quindi, una “escursione in alta quota" di due giorni, da Roma, è la soluzione..., Weissmies di 4023m !! Credevo che il Weissmies fosse una vetta facile e senza particolari caratteristiche tecniche... cosa che durante la salita invece s'è mostrato tutt'altro che banale. C'è da dire che l'avvicinamento alla montagna è comodo e di facile organizzazione. Partiamo per Saas Grund, da dove con comoda cabinovia ci trasporta quasi davanti al rifugio CAF Hohsaas a quota 3140m. Piccolo e moderno rifugio da una cinquantina di posti letto, dall' architettura non tipicamente tradizionale. Il rifugio si trova davanti al ghiacciaio tormentato del Triftgletscher che ricopre il versante nord/ovest del Weissmies. Il rifugio ha delle splendide vetrate e una cupola di vetro sulla terrazza esterna che lo rende molto particolare.

Alle 16,30 del 9 Settembre, arriviamo al rifugio con moltissima fatica dopo 1600m di dislivello in salita, fatti con la funivia, e 50m lineari in leggera discesa con zaini carichi; attenzione... non è per tutti.!!

Approfittando del pomeriggio per vedere l'attacco della via sul ghiacciaio, risaliamo la morena e marchiamo il percorso con tanti ometti di pietra, utili per orientarsi più facilmente durante l'avvicinamento verso il ghiacciaio nel buio del mattino. La ricerca del percorso rimane anche in questo caso molto impegnativa, ci sono voluti venti minuti di estenuante fatica prima di mettere piede sulla morena,  e soprattutto tanta fatica per edificare gli ometti di pietra dalle forme più strane e improbabili  : )

Arrivati sul ghiacciaio già particolarmente crepacciato, vediamo delle persone far rientro dalla vetta. Il mio pensiero sorge spontaneo: << ci riusciremo domani ? >>. Tornati al rifugio, ci prepariamo per la cena.

Fornelletto Jetboil e cartucce di gas propano/butano per bollire l'acqua per i pasti disidratati, tutto ALTA QUOTA  : ) 

Alle ore 04:00 del 10 Settembre... Svegliaaa.

Colazione del rifugio. Ultimi preparativi. Via per il nostro sentierino sulla morena tracciato dai nostri ometti di pietra. Passato giusto il tempo di legarsi e mettersi i ramponi, finalmente alle 05,40 si parte per risalire il ghiacciaio.

Scopro che non è affatto banale. Al buio pesto, con la sola luce della frontale, ci orientiamo sul ghiacciaio seguendo un percorso che crediamo migliore tra i numerosi crepacci. A volte un po' d'indecisione, a volte fermi per osservare a distanza con la frontale la forma del ghiaccio e intuire il passaggio per un percorso migliore sul ghiaccio vivo, dove non si vedono le tracce degli alpinisti del giorno prima.  Avanziamo con la nostra luce delle frontali trovando un buon percorso, mentre in lontananza già l'aurora ci svela le forme delle montagne intorno a noi.

I colori dell'alba in alta quota sono di uno spettacolo meraviglioso. Le nuvole salgono da valle, e altre coprono la vetta del Weissmies...  noi in mezzo. Eppure le previsioni svizzere davano ottima e soleggiata la giornata del Lunedì 10 Settembre...!!!

Avanziamo un po' lenti. Ritroviamo la traccia del passaggio delle molte cordate e ci rilassiamo.

Comunque l'idea della salita facile e rilassante che credevo, non l'abbiamo più, già dal pomeriggio precedente.  Avevamo intravisto dal rifugio una traccia traversare in diagonale un pendio di ghiaccio ripido, poi nascondersi sotto ad un seracco gigante, e rivedere poi chiaramente la traccia stessa sopra di esso. Quale segreto nasconde quel seracco? Ormai il sole è prossimo ad illuminare la valle, e di riflesso la nuova luce irradia di un tenue colore rosa le nuvole dietro la nostra montagna e della vicina vetta rocciosa anch'essa di poco oltre i quattromila metri, il Lagginhorn di 4010m. Naturalmente il ghiacciaio Triftgletscher che risaliamo è esposto a Nord Ovest della vetta del Weissmies, quindi in ombra e quindi freddino.

Arriviamo sul lungo traverso diagonale sul ghiaccio esposto, comunque è una buona traccia che taglia in obliquo il glaciale pendio a 45° di pendenza.  Si entra sul pendio attraversando un crepaccio con un bel buco sotto i piedi. Passando rasente ad un muro di ghiaccio, con una traccia appena sufficiente per un solo piede per volta, per soli dieci di metri, ma sufficienti per farci capire che lì non sono ammessi errori.  A seguire e con grande sorpresa, ci agganciamo ad una corda fissa che troviamo in loco, e che assicura per un centinaio di metri tutto il traverso ghiacciato in salita.  Il traverso finisce sotto ad un muretto stratificato del ghiacciaio, e il percorso risale ancora ripido verso il grande seracco del mistero!   Qui io e Miki aspettiamo dieci minuti i nostri compagni. Intanto però ammiriamo il paesaggio glaciale e tormentato del Triftgletscher. Muri di ghiaccio stratificati alti una cinquantina di metri dalle forme più bizzarre; voragini profonde e portoni colossali; stratificazioni di ghiaccio che assecondano le forze messe in gioco dal movimento del ghiacciaio stesso in continuo ed infinto scivolamento verso valle.

Sono le 07:30!  Un blocco di ghiaccio crollato chissà quando, forma una rampa che aiuta a superare l'ultimo dei passaggi più tecnici. 

Ecco svelato il mistero.  Questo blocco di ghiaccio crollato e appoggiato sul seracco, ha creato un ponte offrendo uno spettacolo della natura di incomparabile bellezza.  Si passa sopra e di lato, e si supera il ponte di ghiaccio con un breve tratto a 50° di pendenza per 15 metri al massimo.  Una volta sopra il seracco, finalmente si mostra la parte superiore del percorso e la vetta.  Ora anche la stessa traccia che si vedeva chiaramente dal rifugio Hohsaas.

Fino a questo momento nessuno. Noi ed il Weissmies.

Si riprende la salita, ma un nostro amico fa fatica a stare al passo. Dopo un po' ci dice che vuole fermarsi e che ci aspetta senza muoversi di lì. Ci dispiace a tutti, ma non serve insistere, non si deve forzare.

Il meteo è migliorato e non c'è vento forte, possiamo stare rilassati. Allora io e Miki ospitiamo l'altro nostro amico nella nostra cordata, e saliamo gli ultimi 300m di dislivello in cordata da tre. Il passo si fa più veloce e senza interruzioni. Arriviamo ad una sella di 3800m da cui si ha una vista spettacolare su tutto il gruppo del Mischabel e l'Oberland posto a Nord. Le nuvole coprono talvolta la nostra montagna, ma subito dopo la vetta si libera e ci permette di salire con una buonissima visibilità.

Dalla vetta scendono altre persone. Da dove vengono? Provengono da una facile cresta del versante opposto al nostro, partiti dal rifugio Almagellerhutte.

Il percorso finale di cresta si fa ripido, ma il passo è agile e continuo. Vediamo un' ultimo tratto meno ripido e due persone che sostano. Sono sulla vetta!

Alle 09:30 siamo sul Weissmies a 4023m, con mille metri di dislivello fatti. Le foto di vetta sono di rito.. come gli abbracci e i sorrisi! Il sole domina la vetta, mentre sulle vicine vette, del Lagginhorn e tutto il Mischabel, le nuvole fanno fatica a lasciar libere le numerose cime oltre i quattromila metri del gruppo montuoso. Anche il M.Rosa è semi coperto, come pure l'Oberland. Siamo stati davvero fortunati !!! Grazie Weissmies.

Una volta raggiunto il nostro amico, ci rileghiamo a due per cordata e di nuovo giù per scendere fino al rifugio. I passaggi tecnici, ora si dovranno affrontare in discesa con un poco più d'attenzione per la stanchezza accumulata e più pazienza.  Una volta arrivati sulla morena del Triftgletscher, tolti i ramponi e l'imbrago, ci siamo concessi una breve sosta prima di tornare al rifugio e riprendere la cabinovia per far ritorno in Italia e a Roma.

Grazie Weissmies.. 

sei la mia nuova 28° vetta di quattromila delle Alpi (per il sottoscritto)... Massimo.

 

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